The final countdown

Passa il tempo, e la relazione comincia a perdersi…

Avete bisogno di un pò di tempo per pensare, ma nessuno fa il primo passo a riflessione avvenuta.

Passata la fase “io non mi faccio sentire, se vuoi fatti sentire tu”, in cui sei passata tu dalla parte dell’indifferente: non lo chiami, non gli scrivi, se ti scrive lui tu non hai tempo, e se hai tempo non ne hai per lui, è ora di mettere le cose in chiaro.

Allora tu, ti decidi a far la prima mossa, ne sei convinta, ti ripeti che è la cosa giusta da fare: basta, lo devi mollare.

In fondo ti fa solo stare male, o peggio, spesso è indifferente nei tuoi confronti, perchè dovresti continuare a lottare, per tenere in piedi una storia che sta cadendo a pezzi? E perchè dovresti cercare di salvarla se dall’altra parte non c’è collaborazione?

Allora deciso, appena ci si vede si parla e si mette fine a questo strazio.

Punto primo: mettersi d’accordo sul giorno in cui vedersi.

Lui è un uomo impegnato e, non dimentichiamoci, stanco e quindi non può adeguarsi ai tuoi impegni e alle tue richieste, lui è un uomo che si guadagna da vivere.

Allora cosa fai? Cerchi di adeguarti ai suoi impegni? Mmm… dai, tieni duro, ce l’hai quasi fatta.

Punto due:  bisogna decidere il luogo in cui avverà il match finale.

Tu preferisresti andare in un luogo tranquillo per poter parlare liberamente, lui preferirebbe un luogo pubblico in modo da evitare scenate o schiamazzi, perchè già lo sa che ti farà arrabbiare.

Lui ha sempre ragione (dai faglielo credere ancora per un pò, ci sei quasi), allora vada per la sua scelta. Tanto a noi poco importa del “dove”.

Punto tre: ripasso veloce delle cosa da dire.

Sono giorni che pensi a cosa dirgli, che non avrai timore ma gli dirai dritto in faccia cosa pensi e cosa provi.

Poi lo vedi, e per quanto pensi a quanto ti abbia fatto stare male, la tua vena da crocerossina si risveglia e cerca di sopraffarti, ma tieni duro, devi farcela, vai e digli cosa pensi, che è inutile andare avanti così, che non ha senso, che è una perdita di tempo, e che non ti va più di soffrire.

Gli parli e lui ti guarda, con gli occhi languidi da micio in cerca di coccole, e ti chiedi se davvero ti stia ascoltando o se stia pensando al risultato della partita del giorno prima, o al fatto che è stufo del suo capo, insomma…ci sarà davvero con la testa?

Gli parli e non risponde.

Avere una conversazione con un peluche sarebbe più costruttivo, almeno sarebbe più carino da vedere, invece di un uomo distrutto dal dolore con gli occhi lucidi, perchè è pentito, pur essendo sicuro di avere ragione.

Vai dritta al tuo obiettivo, non ti lasci intimidire, e quando hai finito, te ne vai e gli dici “mi dispiace, ma doveva andare così”.

Bene, sarebbe bello se fosse così facile.

Noi purtroppo, non siamo così fredde e insensibili, per quanto potremmo essere decise, quegli occhioni spesso ci giocano brutti scherzi.

Ora, ragazze, dobbiamo affrontarli pensando a come sono realmente, non a come cercano di apparire.

Quindi facciamoci forza e mettiamo in pratica i nostri pensieri, e le nostre decisoni: dritte al punto, senza lasciarci prendere nella rete degli occhi dolci.

2 Risposte a “The final countdown”


  1. 1 carlino dicembre 4, 2006 alle 1:52 pm

    maledetti occhioni dolci.. ma sono davvero così bravi!! è impossibileeeee! (identità 2) :P

  2. 2 timido dicembre 12, 2006 alle 10:11 am

    Brave, continuate cos*!


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Non abbiamo niente contro gli uomini, cerchiamo solo di dire alle donne con il prosciutto sugli occhi MANGIATEVELO PIUTTOSTO!

Togliete le sacre cuffiette con le canzoni romantiche dalle orecchie, smettetela di postare poesie d'amore e frasi strappalacrime, e SVEGLIATEVI!

Intanto avete uno spazio in cui sfogarvi. Ma provate a raccontarvi ancora balle e vi veniamo a prendere a casa, da brave crocerossine.

Per gli uomini che non fanno parte delle categorie descritte nel blog, ampia libertà di intervento. Vi aspettiamo per aprire gli occhi alle donnezerbino.

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